NUOVE TERAPIE (Versione completa ma riassuntiva)

Tizio Caio at Sempronio.it
Wed Jul 23 04:23:31 EST 2003


NUOVE TERAPIE (Versione completa ma riassuntiva):

---Ipotesi----
Per ottenere una tolleranza ad un allergene occorre che venga somministrato
dapprima in dosi minime e poi in dosi sempre maggiori, via via che
diminuisce la sensibilità. Tra una somministrazione e l'altra occorre dare
il tempo al sistema immunitario di neutralizzare completamente l'allergene
inoculato. Quindi se si aumenta di colpo la quantità di allergene con cui il
sistema immunitario viene in contatto senza dare il tempo al sistema
immunitario di neutralizzare completamente l'allergene, l'intensità della
risposta immunitaria aumenterebbe. Questo meccanismo di regolazione è il
medesimo adottato dall'organismo sia per gli allergeni sia per le cellule di
altri tessuti non compatibili (anche se con immunoglobuline di diverso
tipo).
---Fine--------

I tre procedimenti che ora seguiranno si basano in parte sull'ipotesi su
descritta, le altre ipotesi su cui si basano sono state omesse per mancanza
di spazio:

---1 Procedimento----
Inserire sotto la cute dei piccoli frammenti dei tessuti di cui è composto
l'organo non compatibile da trapiantare, attendere che si verifichi il
rigetto e che i frammenti vengano completamente distrutti, e dopo un certo
periodo di tempo ripetere l'operazione, ripetendo più volte tale
procedimento si potrà stabilire se si verifica o no la desensibilizzazione;
Se si verifica, il paziente verrà reso capace di tollerare i tessuti, e
quindi anche l'organo, senza reagirvi.

---2 Procedimento----
Consiste nel prelevare mediante biopsia un frammento di tessuto tumorale del
paziente, coltivarlo in vitro, prelevare un certo volume di sangue dal
paziente e introdurlo nel recipiente contentente il tessuto canceroso; Lo
scopo è esporre per lungo tempo i linfociti t-helper al solo contatto con
cellule cancerose, per poi separarli dalle cellule tumorali e reintrodurli
nel paziente. Durante tutto il tempo che i linfociti t-helper rimarranno nel
recipiente insieme alle cellule cancerose, questi linfociti potranno
rilevare solo gli antigeni posseduti dalle cellule cancerose (che sono state
prelevate dal tumore del paziente), e quando questi linfociti verranno
reintrodotti nell'organismo avranno memorizzato l'incontro con un numero di
antigeni tumorali molto superiore a quello che avrebbero potuto rilevare
quando si trovavano nell'organismo del paziente, perchè il numero di cellule
sane del paziente è molto superiore al numero di cellule cancerose; Anche se
poi questi linfociti rileveranno gli antigeni di altre cellule sane,
stimoleranno la fabbricazione di un numero di linfociti t-killer (adibiti
alla distruzione di quelle cellule cancerose) proporzionale al numero di
antigeni tumorali con cui i linfociti T helper sono venuti in contatto. Il
procedimento può essere ripetuto più volte, si può continuare con regolarità
a prelevare sangue e reintrodurre i linfociti nel paziente, senza
interrompere le altre terapie. Possono essere utilizzati nel procedimento,
invece delle cellule cancerose, le sostanze di cui sono composte le placche
arteriosclerotiche.

---3 Procedimento----
Si preleva un certo volume di sangue del malato e si tengono in vita ed in
attività le cellule del sistema immunitario (i linfociti); Questi linfociti,
trovandosi fuori dall'organismo e quindi lontano dalle cellule o dai
neurotrasmettitori interessati dalle patologie autoimmuni, non potrebbero
più incontrare l'antigene HLA (estraneo all'organismo) posseduto da tali
cellule o i neurotrasmettitori che sono causa della risposta immunitaria;
Passato un certo periodo di tempo questi linfociti saranno pronti, una volta
reintrodotti nell'organismo del paziente a "comunicare al sistema
immunitario che l'antigene è stato completamente eliminato", innescando i
meccanismi autoregolatori di soppressione che interrompono la risposta
immunitaria. Nell'organismo rimarrebbero però linfociti che vengono sempre
con una certa frequenza in contatto con le cellule dotate di HLA estraneo o
con i neurotrasmettitori non più riconosciuti innocui, quindi il trattamento
va ripetuto. E' possibile che in questo modo si possa ottenere lo stesso una
desensibilizzazione perchè la fase in cui i linfociti comunicano al sistema
immunitario che l'antigene è stato completamente eliminato innescando i
meccanismi autoregolatori di soppressione che interrompono la risposta
immunitaria, è una delle fasi necessarie nel trattamento di
desensibilizzazione per le allergie per ottenere una progressiva
desensibilizzazione.
---Fine----------

Il primo procedimento permette di effettuare trapianti di tessuti ed organi
non compatibili; Il secondo procedimento permette di far regredire i tessuti
tumorali e degradare le placche arteriosclerotiche; Il terzo procedimento
permette di curare tutte le malattie autoimmuni quali:

Allergie (Raffreddore da fieno, orticaria, intolleranze alimentari),
reazioni immunitarie di rigetto, Lupus eritematoso sistemico, artrite
reumatoide, spondilite anchilosante, porpora trobocitopenica, Sindrome di
Guillain Barré, sclerodermia, dermatomiosite, morbo di Addison, diabete
mellito di tipo I, la tiroidite di Hashimoto, alcune forme di anemia,
miastenia grave, colite ulcerosa, forse anche il Morbo di Crohn.

Sono state fornite le ipotesi e argomentazioni (qui omesse) che
sosterrebbero che le sclerosi, le distrofie, il morbo di Parkinson, la còrea
di Huntington, la narcolessia, l'autismo e la schizofrenia sono malattie
autoimmuni: Il Parkinson, l'Huntington e la narcolessia sarebbero causate
dal sistema immunitario che distrugge i neuroni di alcune aree cerebrali, il
trattamento di desensibilizzazione in vitro (descritto nel 3 procedimento)
può arrestare la perdita di neuroni e limitare i danni. L'Autismo e la
Schizofrenia sarebbero causate dal sistema immunitario che distrugge o
altera dei neurotrasmettitori. Le sclerosi e le distrofie sarebbero causate
dal sistema immunitario che distrugge le cellule e i tessuti interessati
dalla patologia.


----Ipotesi-----
Delle nuove ipotesi spiegano che il morbo di Creutzfeldt-Jakob, la BSE, e le
altre malattie da prioni (il kuru, la sindrome di
Gerstmann-Sträussler-Scheinker, l'insonnia familiare fatale) sarebbero
causate da un'enzima prodotto da alcuni batteri della flora intestinale che
altera la glicoproteina normale necessaria per la funzione cerebrale,
trasformandola nella sua forma alterata chiamata "proteina prionica". E'
probabile che la dimostrazione che le PrP sono infettive sia stata
effettuata mediante inoculazione nel liquido cefalorachidiano di materiale
neurologico contenente sia l'enzima che altera la glicoproteina normale
prodotto da batteri, sia la glicoproteina alterata dall'enzima; Questo
enzima sarebbe passato dal liquido cefalorachidiano all'apparato
circolatorio e trasportato ai batteri della flora intestinale che, rilevata
la presenza dell'enzima, iniziano anch'essi a fabbricarlo perchè quando
vanno a finire su organismi animali morti, dove tale enzima è già presente
perche prodotto da altri batteri, gli è utile per contribuire alla loro
decomposizione. Anche il morbo di Alzheimer sarebbe causato da un'enzima
prodotto da alcuni batteri della flora intestinale che altera la proteina
normale (ß-amiloide), in seguito a tale alterazione la ß-amiloide formerebbe
degli insiemi insolubili detti fibrille, che poi si uniscono insieme creando
le placche.
----Fine------

Quindi nei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e da malattie da prioni
(Morbo di Creutzfeldt-Jakob, BSE, kuru, sindrome di
Gerstmann-Sträussler-Scheinker, insonnia familiare fatale) occorre, nei casi
urgenti eliminare con antibiotici tutta la flora intestinale (operazione non
facilmente attuabile dato che questi batteri hanno certamente sviluppato
resistenza contro la maggior parte degli antibiotici d'uso comune). Inoltre
occorre isolare il batterio che produce l'enzima per poi trovare
un'antibiotico in grado di eliminarlo dall'organismo.


L'apparecchio filtravirus, simile all'emodializzatore, permette, con due
filtri tubolari oppure due centrifughe, di rimuovere dal sangue solo il tipo
di cellule o virus desiderati. Può essere impiegato per malati di Aids:
Riducendo la viremia il numero di linfociti aumenterebbe; Per qualsiasi
infezione virale: Riducendo la viremia il numero di cellule distrutte
diminuirebbe dando il tempo all'organismo di sviluppare anticorpi; Per
setticemie causate da batteri resistenti agli antibiotici; Per la leucemia:
Riducendo periodicamente il numero di leucociti. Funzionamento
dell'apparecchio: La prima centrifuga separa tutti i corpi più densi, la
seconda, tutti i corpi meno densi di quelli che si vuole rimuovere, lo
stesso discorso è fatto con i filtri: Il primo filtro separa tutti i corpi
più grandi, il secondo filtro, tutti i corpi più piccoli dei virus.


Una nuova ipotesi spiega che il morbo di Burger sarebbe causato dalla
continua ed eccessiva secrezione da parte dell'organismo di sostanze ad
azione vaso-costrittive. Siccome la nicotina, contenuta nel fumo di
sigarette, ha un'azione vaso-dilatatrice, l'organismo per ripristinare il
corretto grado di dilatazione dei vasi secerne sostanze ad azione
vaso-costrittive. La secrezione può anche essere causata da altri motivi.
Occorre una terapia farmacologica: Un farmaco ad azione vaso-dilatatore per
annullare la costrizione operata dall'organismo del paziente; Se il paziente
è un fumatore il farmaco supplisce gli effetti della nicotina sui vasi
sanguigni, la constrizione e controbilanciata dal farmaco e le cellule dei
vasi non sono più in pressione, di conseguenza se una cellula muore il
tessuto non collassa e verra rimpiazza da da quella adiacente, mentre se un
vaso si è troppo ristretto di calibro a causa della perdita di cellule, il
farmaco vaso-dilatatore può favorire un progressivo aumento del calibro
delle arterie (vedi ipotesi sotto-descritta). Poi occorre diminuire
gradatamente la dose del farmaco ad azione vasodilatatore in modo da dare il
tempo all'organismo di diminuire gradatamente la secrezione di sostanze ad
azione vaso-costrittive, questo nel caso che il paziente sia un fumatore.


Aumento calibro cavità ristrette:

Se l'ostruzione è causata da cicatrici o escrescenze queste vanno rimosse
chirurgicamente, se invece l'ostruzione è dovuta alla riduzione del calibro
della cavità occorre un'intervento chirurgico per dilatarla, se necessario
anche con una protesi temporanea, un piccolo anello di opportuna forma che
dilatando i tessuti dovrebbe col tempo dilatare la cavità:

----Ipotesi----
Se un tessuto subisce una continua dilatazione e se una cellula di quel
tessuto muore e viene distrutta lo spazio vuoto lasciato da quella cellula
si allarga per effetto della dilatazione di tutto il tessuto, cosicche per
colmarlo occorrerà più di una cellula; In questo modo il numero di cellule
del tessuto aumenta di continuo aumentando di conseguenza anche il calibro
della cavità.
----Fine-------






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