Nuove terapie

Tizio Caio at Sempronio.it
Thu Jun 26 14:00:23 EST 2003


IL TRATTAMENTO DI DESENSIBILIZZAZIONE IN VITRO:

---Ipotesi----
Per ottenere una tolleranza ad un allergene occorre che venga somministrato
dapprima in dosi minime e poi in dosi sempre maggiori, via via che
diminuisce la sensibilità. Tra una somministrazione e l'altra occorre dare
il tempo al sistema immunitario di neutralizzare completamente l'allergene
inoculato. Quindi se si aumenta di colpo la quantità di allergene con cui il
sistema immunitario viene in contatto senza dare il tempo al sistema
immunitario di neutralizzare completamente l'allergene, l'intensità della
risposta immunitaria aumenterebbe. Questo meccanismo di regolazione è il
medesimo adottato dall'organismo sia per gli allergeni sia per le cellule di
altri tessuti non compatibili (anche sè con immunoglobuline di diverso
tipo).
---Fine--------

Su questa ipotesi si basano i seguenti procedimenti:

TRAPIANTO DI TESSUTI ED ORGANI NON COMPATIBILI:

Inserire sotto la cute dei piccoli frammenti dei tessuti di cui è composto
l'organo non compatibile da trapiantare, attendere che si verifichi il
rigetto e che i frammenti vengano completamente distrutti, e dopo un certo
periodo di tempo ripetere l'operazione, ripetendo più volte tale
procedimento si potrà stabilire se si verifica o no la desensibilizzazione;
Se si verifica, il paziente verrà reso capace di tollerare i tessuti, e
quindi anche l'organo, senza reagirvi.

CURA PER SCLEROSI E DISTROFIE:

---Da enciclopedia---
La sclerosi multipla trova la sua origine in una errata risposta immunitaria
dell'organismo, che si scatena a danno della guaina mielinica che riveste le
fibre nervose; per tale motivo, è compresa nel gruppo delle malattie
autoimmuni.
------Fine-----------

---Ipotesi-----
Vi sarebbero alcuni indizi che sembrano dimostrare che anche i vari tipi di
distrofie sono causati dal sistema immunitario che distrugge le cellule dei
tessuti; Uno di questi indizi è: Il fatto che l'HIV possa causare un tipo di
distrofia; L'ipotesi è che il virus dell'aids mutando di continuo il suo
antigene capiti che ne arrivi a possedere uno simile o uguale a quello
posseduto dalle cellule che vengono poi colpite dalla lipodistrofia
HIV-associata.
---Fine--------

Si preleva un certo volume di sangue del malato e si tengono in vita ed in
attività le cellule del sistema immunitario (i linfociti), queste trovandosi
fuori dall'organismo e quindi lontano dalle guaine mieliniche non potrebbero
più incontrare l'antigene HLA (estraneo all'organismo) posseduto dalle
cellule delle guaine mieliniche che hanno causato la risposta immunitaria, e
passato un certo periodo di tempo saranno pronte, una volta reintrodotte nel
paziente a comunicare al sistema immunitario che l'antigene è stato
completamente eliminato, innescando i meccanismi autoregolatori di
soppressione che interrompono la risposta immunitaria. Nell'organismo
rimarrebbero però linfociti che vengono sempre con una certa frequenza in
contatto con le cellule delle guaine mieliniche dotate di HLA estraneo,
quindi il trattamento va ripetuto. E' possibile che in questo modo si possa
ottenere lo stesso una desensibilizzazione perchè la fase in cui i linfociti
comunicano al sistema immunitario che l'antigene è stato completamente
eliminato innescando i meccanismi autoregolatori di soppressione che
interrompono la risposta immunitaria, è una delle fasi necessarie nel
trattamento di desensibilizzazione per le allergie per ottenere una
progressiva desensibilizzazione.

CURA PER TUTTE LE MALATTIE AUTOIMMUNI:

La terapia per la sclerosi su descritta dovrebbe indurre una
desensibilizzazione a tutte le sostanze normalmente prodotte dall'organismo
e che vengono distrutte o neutralizzate dal sistema immunitario perchè non
vengono riconosciute come sostanze innocue, quindi dovrebbe funzionare per
tutte le malattie autoimmuni, quali:

Lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, spondilite anchilosante,
porpora trobocitopenica, orticaria, Sindrome di Guillain Barré,
sclerodermia, dermatomiosite, morbo di Addison, diabete mellito di tipo I,
la tiroidite di Hashimoto, alcune forme di anemia, miastenia grave, colite
ulcerosa, forse anche il Morbo di Crohn.

Inoltre labili indizi e ipotesi sembrano indicare che anche la schizofrenia
e l'autismo potrebbero essere malattie autoimmuni.

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IL TRATTAMENTO DI SENSIBILIZZAZIONE IN VITRO:

---Ipotesi---
Un linfocita t-helper si infila e fuoriesce più volte dai tessuti; Quando si
infila in tessuto e viene in contatto con una cellula cancerosa, poi durante
la fuoriuscita da tal tessuto incontrerà certamente altre cellule sane,
fuiriuscendo dal tessuto entrerà in circolo dove verra immediatamente in
contatto con un globulo rosso o una piastrina o un'altro globulo bianco;
Diventa quindi impossibile per un linfocita stimolare o inibire la
produzione di nuovi linfociti t-killer se tenesse in memoria solo l'ultimo
antigene che ha rilevato. L'ipotesi più probabile è che ogni linfocita
t-helper tenga in memoria tutti i tipi di antigeni incontrati ed per ognuno
il numero di volte che è stato incontrato e in base a queste informazioni
verranno fabbricati un determinato numero di linfociti t-killer con
determinate caratteristiche.
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Un'improvviso eccesso di una qualsiasi sostanza normalmente presente nel
corpo potrebbe innescare una lieve risposta immunitaria contro tale
sostanza. Qualsiasi sostanza se in quantità eccessiva può risultare dannosa
per l'organismo, quindi è probabile che l'organismo abbia la capacita di
sviluppare una lieve risposta immunitaria contro una qualsiasi sostanza che
improvvisamente compare in quantità eccessiva nell'organismo.
---Fine-------

NUOVA CURA CONTRO IL CANCRO:
Consiste nel prelevare mediante biopsia un frammento di tessuto tumorale del
paziente, coltivarlo in vitro, prelevare un certo volume di sangue dal
paziente e introdurlo nel recipiente contentente il tessuto canceroso; Lo
scopo è esporre per lungo tempo i linfociti t-helper al solo contatto con
cellule cancerose, per poi separarli dalle cellule tumorali e reintrodurli
nel paziente. Durante tutto il tempo che i linfociti t-helper rimarranno nel
recipiente insieme alle cellule cancerose, questi linfociti potranno
rilevare solo gli antigeni posseduti dalle cellule cancerose (che sono state
prelevate dal tumore del paziente), e quando questi linfociti verranno
reintrodotti nell'organismo avranno memorizzato l'incontro con un numero di
antigeni tumorali molto superiore a quello che avrebbero potuto rilevare
quando si trovavano nell'organismo del paziente, perchè il numero di cellule
sane del paziente è molto superiore al numero di cellule cancerose; Anche se
poi questi linfociti rileveranno gli antigeni di altre cellule sane,
stimoleranno la fabbricazione di un numero di linfociti t-killer (adibiti
alla distruzione di quelle cellule cancerose) proporzionale al numero di
antigeni tumorali con cui i linfociti T helper sono venuti in contatto. Il
procedimento può essere ripetuto più volte, si può continuare con regolarità
a prelevare sangue e reintrodurre i linfociti nel paziente, senza
interrompere le altre terapie.

NUOVA CURA CONTRO L'ARTERIOSCLEROSI:
Occorre prelevare il materiale il cui accumulo sulle pareti delle arterie
causa restringimento (placche arteriosclerotiche), analizzarlo, sintetizzare
alcune delle sostanze di cui è composto, prelevare un certo volume di sangue
dal paziente e introdurlo nel recipiente contentente alcune delle sostanze
di cui è composto tal materiale; Lo scopo è esporre per lungo tempo i
linfociti t-helper al contatto con una gran quantità di queste sostanze, per
poi separarli da queste e reintrodurli nel paziente. Sè le ipotesi sopra
riportate sono esatte, ogni linfocita t-helper avrà così memorizzato
l'incontro con una quantità di sostanza in questione molto superiore a
quella che avrebbe potuto rilevare quando si trovava nell'organismo del
paziente e stimolera la produzione di anticorpi e nuovi linfociti t-killer
programmati per distruggere tale sostanza rilevata dai linfociti t-helper.

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CURA DEL MORBO DI BURGER:

Considerazione di tutte le ipotesi sulle possibili cause:
1. Causato da un virus che distrugge le cellule epileliali;
2. Causato da accumulo progressivo di sostanze all'interno delle arterie;
3. Causato dal sistema immunitario che distrugge le cellule epiteliali;
4. Causato dalla continua ed eccessiva secrezione da parte dell'organismo di
sostanze ad azione vaso-costrittive.

4. IPOTESI: Il morbo di burger sarebbe causato dalla continua ed eccessiva
secrezione da parte dell'organismo di sostanze ad azione vaso-costrittive.
La nicotina, contenuta nel fumo di sigarette, ha un'azione vaso-dilatatrice;
L'organismo per ripristinare il corretto grado di dilatazione dei vasi
secerne sostanze ad azione vaso-costrittive. Altre possibili cause
dell'eccessiva secrezione da parte dell'organismo di sostanze ad azione
vaso-costrittive possono essere squilibri ormonali o stress emotivo. Le
arterie sottoposte a continua costrizione subirebbero un restringimento
progressivo per questi motivi: Se in un tessuto una cellula muore, viene a
mancare la pressione sulle pareti della cellula adiacente che va incontro a
mitosi per rimpiazzare quella distrutta; Se però un'arteria e sottoposta ad
una continua costrizione il tessuto in questione, l'endotelio, subisce una
continua pressione e se una cellula epiteliale muore e viene distrutta, il
tessuto collassa a causa della pressione e lo spazio mancante che si era
creato dalla morte e successiva distruzione della cellula epiteliale viene
colmato dall'avvicinamento tra loro delle cellule adiacenti le quali
trovandosi in contatto tra loro non vanno incontro a mitosi. Continuando in
questo modo vi è una continua perdita di cellule epiteliali e di conseguenza
una continua riduzione del calibro dei vasi sanguigni. Inoltre tutto il
tessuto soffre a causa di tale pressione. Esiste anche il fenomeno inverso:
Se i vasi sanguigni subiscono una continua dilatazione e se una cellula
epiteliale muore e viene distrutta lo spazio vuoto lasciato da quella
cellula si allarga per effetto della dilatazione di tutto il tessuto,
cosicche per colmarlo occcorrera più di una cellula; In questo modo il
numero di cellule epiteliali aumenta di continuo aumentando di conseguenza
anche il calibro delle arterie. Occorre una terapia farmacologica: Un
farmaco ad azione vaso-dilatatore per annullare la costrizione operata
dall'organismo del paziente; Se il paziente è un fumatore il farmaco
supplisce gli effetti della nicotina sui vasi sanguigni, la constrizione e
controbilanciata dal farmaco e le cellule dei vasi non sono piu in
pressione, di conseguenza se una cellula muore il tessuto non collassa e
verra rimpiazza da da quella adiacente, mentre se un vaso si è troppo
ristretto di calibro a causa della perdita di cellule, il farmaco
vaso-dilatatore può favorire il fenomeno descritto su (un progressivo
aumento del calibro delle arterie). Poi occorre diminuire gradatamente la
dose del farmaco ad azione vasodilatatore in modo da dare il tempo
all'organismo di diminuire gradatamente la secrezione di sostanze ad azione
vaso-costrittive, questo nel caso che il paziente sia un fumatore.







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