Nuove terapie (versione parziale riassuntiva)

Tizio Caio at Sempronio.it
Sun Nov 16 08:59:16 EST 2003


Nuove terapie (versione parziale riassuntiva)

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CURA PER TUTTE LE MALATTIE GENETICHE, IL TRATTAMENTO DI SELEZIONE
ARTIFICIALE CELLULARE:
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Consiste nel somministrare, al paziente affetto da qualsiasi patologia da
disfunzione cellulare originata da geni difettosi o non (1600 e piu malattie
umane sono di origine genetica), una serie di anticorpi capaci di
riconoscere e distruggere solo un gruppo di cellule di un determinato
tessuto possedenti geni formati da una sequenza di nucleotidi troppo diversa
da quella dei geni posseduti da cellule di un soggetto sano, in modo che le
cellule del tessuto, replicandosi, generino cellule aventi geni formati da
una sequenza di nucleotidi via via sempre più simile alle sequenze di
nucleotidi dei geni posseduti dalle cellule di un tessuto sano, sino ad
ottenere una completa guarigione. Secondo le teorie quì trattate ogni
cellula dell'organismo possedrebbe più di un tipo di antigene HLA, tra i
quali uno che caratterizza i gruppi di cellule dello stesso tessuto che
posseggono tutte geni formati da delle sequenze di nucleotidi identiche tra
loro, ma lievemente differenti dalle sequenze di nucleotidi dei geni
posseduti da altri gruppi di cellule dello stesso tessuto caratterizzate
anche da un diverso antigene. In questo articolo è stato ideato un metodo
per ottenere e stabilire la sequenza di anticorpi che, somministrati nel
giusto ordine, permettono di realizzare quanto su descritto per qualsiasi
malattia genetica tranne quelle che colpiscono i tessuti che non possono
rigenerarsi come quelli cerebrali.


TEORIA DELLA SELEZIONE CELLULARE NEI TESSUTI:
Le cellule di uno stesso tessuto non sarebbero tutte identiche tra loro, vi
sono quelle lievemente più o meno resistenti ai vari fattori nocivi,
temperatura, sostanze tossiche, sollecitazioni meccaniche, ecc... Quando
alcune cellule muoino per eventi nocivi quelle che si replicano maggiormente
sono quelle lievemente più resistenti, in tal modo si selezionano cellule
sempre più resistenti agli eventi nocivi per il tessuto. Affinche ciò possa
funzionare è necessario che molte delle molecole nelle cellule abbiano degli
agganci molecolari variabili (i recettori per l'ormone possono legarsi anche
solo parzialmente all'ormone); Cosi come devono essere variabili tutte le
altre caratteristiche delle cellule, persino la forma della cellula. Questa
è una prova su cui si basa la teoria:

---Da enciclopedia---
Il diabete mellito di tipo II, o non insulino-dipendente (NIDDM), detto
anche diabete mellito dell'adulto poiché in genere colpisce gli adulti oltre
i 40 anni,
[....]
nel diabete di tipo II, il pancreas produce una considerevole quantità di
insulina, ma ciò non è sufficiente per le necessità dell'organismo,
soprattutto perché i tessuti sono spesso resistenti agli effetti
dell'ormone. In alcuni soggetti che presentano quest'ultimo tipo di diabete,
tale resistenza è dovuta a prolungata obesità. Un alto livello di glicemia
rende inattivi i recettori bersaglio dell'insulina, presenti nelle cellule
dell'organismo.
------Fine---------

L'anemia falciforme è una delle 1600 e più malattie di origine genetica che
colpiscono gli esseri umani. L'emoglobina è composta da circa 600
amminoacidi, quella normale chiamata emoglobina A, differisce da quella
anomala presente nei pazienti affetti da tal patologia per un solo
amminoacido differente. Eppure le cellule devono avere caratteristiche
variabili (come dimostrato dalla teoria su descritta), e poi le anomalie
delle emoglobine sono state ottenute con la selezione naturale: Con il gene
dell'emoglobina S quando compare una sola volta aumenta la resistenza alla
malaria; Il gene dell'emoglobina C, quando è presente una sola volta aumenta
la capacità del corpo di sopravvivere con quantità minime di ferro. Da
queste considerazioni nasce questa ipotesi:

Nonostante l'emoglobina normale differisce da quella anomala per un solo
amminoacido, le cellule del midollo che producono gli eritrociti, hanno
delle caratteristiche che li differiscono lievemente tra loro: A ogni
tripletta corrisponde un amminoacido, poiché gli amminoacidi sono venti e le
possibili triplette sono 64 ne deriva che diverse triplette devono
corrispondere a uno stesso amminoacido. Immaginiamo che esistano 6 tipi di
cellule del midollo ognuna solo lievemente diversa dall'altra, possono
essere catalogate in ordine di crescente diversità A,B,C,D,E,F. La A è quasi
identica alla B, perchè si trovano vicine nell'ordine, mentre la C è molto
diversa dalla F perchè si trovano più distanti nell'ordine. Le prime tre A,
B, C nonostante sono lievemente diverse tra loro, produrranno entrambe
eritrociti dotati di emoglobina normale, le altre tre D, E, F, produrranno
entrambe eritrociti dotati di emoglobina anomala. La C che produce
eritrociti con emoglobina normale è molto simile alla D che produce
eritrociti con emoglobina anomala. Nei soggetti affetti da anemia falciforme
la maggior parte delle cellule del midollo sono di tipo E e una minoranza di
tipo D e F. Mentre nei soggetti normali la maggior parte delle cellule del
midollo sono di tipo B e una minoranza di tipo C e A.

Le cellule di tipo D, E, F, sono dotate di geni formati da sequenze di
nucleotidi lievemente diversi tra loro, ma entrambi producono lo stesso tipo
di eritrociti dotati di emoglobina anomala. Distruggendo solo tutte le
cellule del midollo appartenenti al gruppo F, le cellule del gruppo D nel
processo di mitosi genereranno sempre più cellule del gruppo C; Dopo un
certo periodo di tempo, distruggendo solo le cellule dei gruppi F ed E,
compariranno sempre più cellule del gruppo B, e così via sino ad ottenere un
tessuto formato solo da cellule sane A, B, C, che produrranno eritrociti
forniti di emoglobina normale.


CELLULE CHE HANNO GENI FORMATI DA SEQUENZE DI NUCLEOTIDI MOLTO SIMILI
POSSEGGONO ANCHE UNA STESSA PROTEINA ANTIGENICA:

Ogni cellula dell'organismo possedrebbe piu di un tipo di antigene HLA: Uno
che caratterizza tutte le cellule dell'intero organismo; Uno che
caratterizza tutte le cellule dell'intero organo; Uno che caratterizza tutte
le cellule di un determinato tessuto; Uno che caratterizza tutte le cellule
di un determinato tessuto dotate di geni formati da sequenze di nucleotidi
identiche tra loro ma lievemente diversi dalle sequenze di nucleotidi dei
geni di altri gruppi di cellule dello stesso tessuto. Questi quattro tipi di
antigeni (se non di più) si troverebbero su ogni cellula dell'organismo.
Un'anticorpo dovrebbe legarsi a più di una proteina antigenica per poter
svolgere un'azione così selettiva nell'organismo; Se vengono guardate le
strutture degli anticorpi, soprattutto quella a stella delle IgM, e facile
credere che tali anticorpi possano legarsi a più di un'antigene, e questa ne
è una prova, anche se non si tratta di anticorpi:

---Da enciclopedia----
Il virus HIV attacca specificamente alcuni tipi di cellule umane, i
linfociti T-helper e i macrofagi, sulla cui membrana sono presenti recettori
proteici indicati con la sigla CD4 e CCR5. Dal rivestimento esterno del
virus sporgono due tipi di glicoproteine, le gp120 e le gp41. La gp120 viene
riconosciuta e legata dai recettori CD4; questo fenomeno induce una
modificazione della struttura della gp120, che si lega anche al recettore
CCR5.
---Fine---------------

La gp120 che sporge dal rivestimento esterno del virus è in grado di legarsi
sia all'antigene CD4 che all'antigene CCR5 presenti entrambi sulla cellula,
è se lo può fare la gp120 lo possono fare anche gli anticorpi, poi la
proteina del complemento dovrebbe distruggere la cellula.

All'organismo dovrebbe convenire produrre cellule che se hanno geni formati
da sequenze di nucleotidi simili hanno anche gli stessi antigeni, in tal
modo se una caratteristica genetica risulta dannosa per l'organismo è
possibile anche solo per mezzo del meccanismo di selezione naturale che gli
organismi sviluppino la capacita di distruggere quel tipo di cellule per
mezzo del sistema immunitario. Quindi le cellule aventi geni formati da
sequenze di nucleotidi identiche tra loro avrebbero gli stessi antigeni e
quindi sarebbe possibile ottenere una tossina, un'anticorpo, o un linfocita
T-killer capace di legarsi solo alle cellule appartenenti al gruppo formato
da cellule aventi tutte geni formati da sequenze di nucleotidi identiche per
distruggerle ma non di legarsi alle altre cellule del tessuto aventi geni
formati da diverse sequenze di nucleotidi.


L'AVANZAMENTO DEL TESSUTO CONNETTIVO:
Il tessuto connettivo, che svolge una funzione di collegamento e sostegno di
tessuti e organi diversi, avanza solo se rileva che le cellule dell'organo
distrutto sono molto numerose e vi sono rischi di perforazione o di
distacco, altrimenti il tessuto connettivo non avanza, cio permette la
selezione cellulare in caso di sostanze tossiche o nuove funzioni (toccare
manici roventi di pentole seleziona cellule maggiormante resistenti al
calore). Quindi in caso di infarto esteso o ingente distruzione tessuto
muscolare (distrofia) è possibile l'avanzamento del tessuto connettivo, ma
se le cellule distrutte sono poco numerose non è necessario che il tessuto
connettivo avanzi.


PROCEDIMENTO:
Esponendo prima i t-helper a frammenti di tessuto coltivati in vitro, poi a
cellule del midollo o dei linfonodi in vitro, si otterranno anticorpi che,
isolati e sintetizzati permetteranno di selezionare cellule del tessuto
sempre più simili a quelle sane, distruggendo i gruppi di cellule,
caratterizzati da specifici antigeni, aventi sequenze di nucleotidi più
diverse da quelle di cellule sane. Prelevare dal paziente i linfociti
t-helper e introdurli in un recipiente contentente i tessuti colpiti dalla
patologia (ottenuti coltivando in vitro frammenti di tessuto prelevati
mediante biopsia). Una sonda (telecamera + pinzetta + vano contenitore) puo
operare numerose e piccolissime biopsie sul varie parti del tessuto; Un
sottile cilindro chiuso ad una sua estremità e l'altra tagliente può
adempiere egregiamente alle funzioni di pinzetta e vano contenitore. Durante
tutto il tempo che i linfociti t-helper rimarranno nel recipiente insieme
alle cellule dei tessuti colpiti dalla patologia, questi linfociti potranno
rilevare solo gli antigeni posseduti da tali cellule. Ipotesi: Ogni
linfocita t-helper tiene in memoria tutti i tipi di antigeni incontrati ed
per ognuno il numero di volte che è stato incontrato e in base a queste
informazioni verranno fabbricati un determinato numero di linfociti B e
linfociti T-killer con determinate caratteristiche. Ipotesi: Qualsiasi
sostanza se in quantità eccessiva può risultare dannosa per l'organismo,
quindi è probabile che l'organismo abbia la capacita di sviluppare una lieve
risposta immunitaria contro una qualsiasi sostanza che improvvisamente
compare in quantità eccessiva nell'organismo. Dopo un certo periodo di tempo
separare i linfociti dal recipiente contentente i tessuti colpiti dalla
patologia e introdurli nel recipiente contenente il tessuto del midollo
osseo o dei linfonodi (ottenuti coltivando in vitro frammenti di tessuto
prelevati mediante biopsia). I linfociti T-Helper dovrebbero stimolare il
tessuto del midollo osseo o dei linfonodi a fabbricare linfociti T-Killer e
linfociti B che producono anticorpi contro tutte le cellule del tessuto
colpito dalla patologia. Secondo la teoria su descritta, gli anticorpi
prodotti dovrebbero essere di più tipi ognuno dei quali in grado di legarsi
solo agli antigeni posseduti da un gruppo di cellule di un determinato
tessuto caratterizzato da antigene specifico. E' possibile con le attuali
tecniche a disposizione isolare, determinare la sequenza di amminoacidi,
sintetizzare ognuno di questi anticorpi ed eventualmente le relative
proteine plasmatiche del sistema del complemento, oppure è possibile indurre
con sostanze cancerogene o radiazioni il cancro nel tessuto del midollo o
dei linfonodi in vitro, con lo scopo di ottenere grandi quantità di
anticorpi o linfociti T-killer che distruggono solo il gruppo di cellule
desiderate di un determinato tessuto. Confrontando le sequenze di nucleotidi
dei geni di una cellula sana con quelle dei geni dei vari gruppi di cellule
di un tessuto affetto da qualsiasi anomalia, è possibile determinare quali
sono i gruppi di cellule aventi geni, responsabili dell'anomalia genetica,
formati da sequenze di nucleotidi più differenti da quelle dei geni
posseduti dalle cellule di un'individuo sano; Secondo la teoria su descritta
tali gruppi di cellule avrebbero antigeni che li contraddistinguono. Diviene
così possibile scegliere l'anticorpo che distrugge solo le cellule aventi
geni formati da sequenze di nucleotidi più differenti da quelle dei geni
posseduti dalle cellule di un'individuo sano.






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