Nuove terapie (versione parziale riassuntiva)

Tizio Caio at Sempronio.it
Thu Sep 18 12:11:39 EST 2003


Nuove terapie (versione parziale riassuntiva)

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TRAPIANTO DI TESSUTI ED ORGANI NON COMPATIBILI:
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---Ipotesi----
Per ottenere una tolleranza ad un allergene occorre che venga somministrato
dapprima in dosi minime e poi in dosi sempre maggiori, via via che
diminuisce la sensibilità. Tra una somministrazione e l'altra occorre dare
il tempo al sistema immunitario di neutralizzare completamente l'allergene
inoculato. Quindi se si aumenta di colpo la quantità di allergene con cui il
sistema immunitario viene in contatto senza dare il tempo al sistema
immunitario di neutralizzare completamente l'allergene, l'intensità della
risposta immunitaria aumenterebbe. Questo meccanismo di regolazione è il
medesimo adottato dall'organismo sia per gli allergeni sia per le cellule di
altri tessuti non compatibili (anche se con immunoglobuline di diverso
tipo).
---Fine--------

Per verificare questa ipotesi occorre provare un trattamento di
desensibilizzazione per le allergie usando cellule di tessuti (non
compatibili con quelli del paziente) al posto di allergeni. Se si riuscisse
ad ottenere la desensibilizzazione questo porterebbe alla risoluzione di
molti problemi, ad esempio si potrebbero effettuare trapianti di organi non
compatibili.

DESCRIZIONE TRATTAMENTO DESENSIBILIZZAZIONE PER ALLERGIE:
Come terapia per curare le allergie, oltre agli antistaminici e ai
corticosteroidi, in alcuni casi è possibile ottenere una desensibilizzazione
(cioè rendere il paziente capace di tollerare l'antigene senza reagirvi),
eseguendo iniezioni sottocutanee, di solito effettuate a livello delle
braccia di quella stessa sostanza, dapprima in dosi minime e poi in dosi
sempre maggiori, via via che diminuisce la sensibilità.

ESPERIMENTO:
Inserire sotto la cute dei piccoli frammenti dei tessuti di cui è composto
l'organo non compatibile da trapiantare, attendere che si verifichi il
rigetto e che i frammenti vengano completamente distrutti, e dopo un certo
periodo di tempo ripetere l'operazione, ripetendo più volte tale
procedimento si potrà stabilire se si verifica o no la desensibilizzazione;
Se si verifica, il paziente verrà reso capace di tollerare i tessuti, e
quindi anche l'organo, senza reagirvi.


Argomentazioni a favore di questa teoria:

Questo e il ritaglio di un'articolo sulla Sclerosi multipla tratto da
un'enciclopedia:

-------Da encicl.-------
Ciò potrebbe indicare una correlazione tra sclerosi e fattori ambientali, ma
non vi sono dati certi in proposito. Periodicamente, vengono registrate
"epidemie" di questa patologia; fu famosa quella delle Isole Fær Øer, che si
registrò durante la seconda guerra mondiale negli anni che seguirono
l'arrivo delle truppe inglesi. Tale fenomeno è di difficile interpretazione,
perché non sembra che vi sia uno specifico agente infettivo responsabile
della malattia
[......]
Le ricerche sulla sclerosi multipla hanno evidenziato che vi è una
componente genetica nella sua insorgenza. Risultano coinvolti, in
particolare, i geni localizzati sul cromosoma 6, che controllano le
caratteristiche degli antigeni HLA che formano il complesso maggiore di
istocompatibilità. Tre delle proteine HLA nei malati risultano differenti da
quelle dei soggetti sani;
-------Fine-------------

L'informazione che voglio farvi notare è: "Periodicamente, vengono
registrate "epidemie" di questa patologia".

Ciò significa che è possibile ottenere una sensibilizzazione: Una cellula
del corpo umano che prima era self (compatibile) è divenuta una cellula non
compatibile, come pure il tessuto composto da tali cellule. Se è possibile
ottenere una sensibilizzazione (il sistema immunitario attacca le cellule
del propio organismo) dal contagio con un'agente infettivo, può verificarsi
anche il processo inverso la desensibilizzazione: Il paziente verrà reso
capace di tollerare il tessuto, e quindi anche l'organo, senza reagirvi.



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CURA DEL MORBO DI BURGER:
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IPOTESI:
Il morbo di burger sarebbe causato dalla continua ed eccessiva secrezione da
parte dell'organismo di sostanze ad azione vaso-costrittive.

La nicotina, contenuta nel fumo di sigarette, ha un'azione vaso-dilatatrice;
L'organismo per ripristinare il corretto grado di dilatazione dei vasi
secerne sostanze ad azione vaso-costrittive, in effetti in piccole dosi la
nicotina funziona da stimolante favorendo la secrezione di adrenalina e di
altri composti organici, e l'adrenalina causa la costrizione dei piccoli
vasi sanguigni.

Altre possibili cause dell'eccessiva secrezione da parte dell'organismo di
sostanze ad azione vaso-costrittive possono essere squilibri ormonali o
stress emotivo.

Le arterie sottoposte a continua costrizione subirebbero un restringimento
progressivo per questi motivi:

Se in un tessuto una cellula muore, viene a mancare la pressione sulle
pareti della cellula adiacente che va incontro a mitosi per rimpiazzare
quella distrutta; Se però un'arteria e sottoposta ad una continua
costrizione il tessuto in questione, l'endotelio, subisce una continua
pressione e se una cellula epiteliale muore e viene distrutta, il tessuto
collassa a causa della pressione e lo spazio mancante che si era creato
dalla morte e successiva distruzione della cellula epiteliale viene colmato
dall'avvicinamento tra loro delle cellule adiacenti le quali trovandosi in
contatto tra loro non vanno incontro a mitosi. Continuando in questo modo vi
è una continua perdita di cellule epiteliali e di conseguenza una continua
riduzione del calibro dei vasi sanguigni. Inoltre tutto il tessuto soffre a
causa di tale pressione.

Esiste anche il fenomeno inverso: Se i vasi sanguigni subiscono una continua
dilatazione e se una cellula epiteliale muore e viene distrutta lo spazio
vuoto lasciato da quella cellula si allarga per effetto della dilatazione di
tutto il tessuto, cosicche per colmarlo occcorrera più di una cellula; In
questo modo il numero di cellule epiteliali aumenta di continuo aumentando
di conseguenza anche il calibro delle arterie.


SOLUZIONE:
Occorre una terapia farmacologica: Un farmaco ad azione vaso-dilatatore per
annullare la costrizione operata dall'organismo del paziente; Se il paziente
è un fumatore il farmaco supplisce gli effetti della nicotina sui vasi
sanguigni, la constrizione e controbilanciata dal farmaco e le cellule dei
vasi non sono più in pressione, di conseguenza se una cellula muore il
tessuto non collassa e verra rimpiazza da da quella adiacente, mentre se un
vaso si è troppo ristretto di calibro a causa della perdita di cellule, il
farmaco vaso-dilatatore può favorire il fenomeno descritto su (un
progressivo aumento del calibro delle arterie).

Poi occorre diminuire gradatamente la dose del farmaco ad azione
vasodilatatore in modo da dare il tempo all'organismo di diminuire
gradatamente la secrezione di sostanze ad azione vaso-costrittive, questo
nel caso che il paziente sia un fumatore.



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AUMENTO CALIBRO CAVITA' RISTRETTE:
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Se l'ostruzione è causata da cicatrici o escrescenze queste vanno rimosse
chirurgicamente, se invece l'ostruzione è dovuta alla riduzione del calibro
della cavità occorre un'intervento chirurgico per dilatarla, se necessario
anche con una protesi temporanea, un piccolo anello di opportuna forma che
dilatando i tessuti dovrebbe col tempo dilatare la cavità:

Ipotesi: Se un tessuto subisce una continua dilatazione e se una cellula di
quel tessuto muore e viene distrutta lo spazio vuoto lasciato da quella
cellula si allarga per effetto della dilatazione di tutto il tessuto,
cosicche per colmarlo occorrerà più di una cellula; In questo modo il numero
di cellule del tessuto aumenta di continuo aumentando di conseguenza anche
il calibro della cavità.






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