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Anonimo aaa at bbb.it
Mon Dec 9 14:06:58 EST 2002


NUOVA CURA PER L'AIDS

Si tratta di costruire un'apparecchio, simile all'emodializzatore, che
filtra il sangue separando da esso i virus che vi circolano (tranne quelli
incorporati nei linfociti).

Questa terapia migliorerebbe sensibilmente i sintomi della malattia anche
nei casi piu gravi e non vi sarebbe il rischio di comparsa di ceppi virali
resistenti.

Riducendo il numero di virus che circolano liberi nel sangue, il numero di
leucociti (che vengono di continuo fabbricati per sostituire quelli
distrutti) aumenterebbe; Aumentando i leucociti la funzionalità del sistema
immunitario verrebbe parzialmente e momentaneamente ripristinata consentendo
ai pazienti di non morire e di non soffrire le tipiche malattie
importunistiche.

Voglio ricordarvi che nell'AIDS:
Dopo circa 4-6 mesi dall'infezione, la risposta immunitaria dell'organismo
contro l'agente patogeno determina il raggiungimento di un equilibrio (set
point) tra i virus di nuova formazione e quelli che vengono distrutti.

Questo apparecchio è oggi tecnicamente realizzabile, il virus dell'HIV
(anzi, tutti i tipi di virus) possono essere filtrati:

Il sangue, prelevato da una vena, è portato attraverso un catetere nel primo
tubo-filtrante, per mezzo di una pompa, per poi essere reimmesso
nell'apparato circolatorio del paziente.

Il primo tubo-filtrante consiste in un lungo sottile tubo le cui pareti sono
costituite da materiale poroso che non lascia passare la componente
cellulare (globuli rossi, bianchi, piastrine) ma lascia passare il plasma
che viene raccolto nella cavita tubolare del rivestimento esterno del primo
tubo-filtrante e, se necessario, aspirato per mezzo di una debolissima pompa
(che accelera debolmente la velocità del passaggio) in un secondo
tubo-filtrante; Per evitare di danneggiare gli elementi corpuscolari del
sangue, il primo tubo-filtrante deve essere molto lungo e quindi ripiegato
su se stesso.

Il secondo tubo-filtrante è costituito da un tubo molto più lungo e sottile
del primo per aumentare la sua superficie filtrante ed accelerare il
passaggio. Questo secondo tubo-filtrante è ad una sua estremità collegato
alla cavita tubolare del rivestimento esterno del primo tubo-filtrante,
mentre l'altra sua estremità è collegata ad una valvola che rimane chiusa
durante il funzionamento e servirà poi a ripulire il filtro.
In questo modo con la valvola chiusa tutto il plasma passerebbe attraverso
il filtro mentre le particelle virali vi rimarrebbero intrappolate. Tutto il
plasma viene raccolto nella cavita tubolare del rivestimento esterno del
secondo tubo-filtrante e riunito alla componente cellulare uscente dal primo
tubo (tale componente non è stata del tutto privata del plasma) per poi
essere reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente.
Più precisamente il plasma purificato dal virus attraversa un tubo che si
ramifica e inserisce tutte le sue ramificazioni ad intervalli regolari nel
primo tubo-filtrante; In tal modo è possibile aumentare la percentuale di
plasma raccolta dal primo tubo-filtrante senza ridurre per far cio la
percentuale di plasma del sangue che passa per il primo tubo (Cioe filtrare
quasi il 100% del plasma ad un solo passaggio nell'apparecchio, pur
mantenendo sempre alta la percentuale del plasma nel sangue che passa nel
primo tubo-filtrante).

Il secondo filtro, realizzato con membrane colloidali o altro, deve
trattenere solo i virus (che sono in media 1/1000 più piccoli di un
batterio) ma lasciar passare tutte le altre molecole (perfino il più piccolo
virus è più grande della maggior parte delle molecole); Comunque sè esistono
nel sangue delle proteine, aggregati o corpuscoli più grandi del virus
dell'HIV si può usare un'ulteriore filtro con pori che lascino passare solo
particelle virali e permettano di reimmettere quelle più grandi nel flusso
sanguigno.

L'apparecchio che contiene il tutto, va riscaldato alla temperatura
corporea.
I filtri devono essere sostituibili ma si può tentare di ripulirli aprendo
la già citata valvola posta all'estremità del secondo filtro e facendo
circolare acqua nell'apparecchio.

Il vero problema è che più i pori del filtro sono piccoli e più tempo
occorre al fluido per attraversarli, quindi occorre escogitare ogni trucco
per aumentare il più possibile la velocità del filtraggio del plasma:
Una pompa potrebbe aumentare debolmente la pressione del fluido sul secondo
filtro per accelerarne il passaggio. Il filtro per virus può essere
rivestito da un'altro filtro con pori più grandi ma più robusto per mezzo
del quale il filtro per virus potrebbe reggere pressioni maggiori senza
rompersi. Si può aumentare di qualche grado la temperatura del plasma
durante la filtrazione per poi riportarla a quella originaria se questo non
causa danni alle proteine e agli anticorpi in esso contenuti.






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